Accordo Sky-Telecom per l’IPTV, Telecom ignora la decisione del TAR!

Stefano si chiede come sia possibile ed io rimango ugualmente sbigottito. Ripercorriamo i fatti: lo scorso aprile Telecom annuncia ufficialmente Alice 20 mega, AIIP chiede ad Agcom i motivi che l’hanno spinta ad approvare l’offerta, ritenuta dall’associazione “lesiva della concorrenza e del mercato“. L’offerta accessibile agli operatori non prevede la possibilità di usare la nuova rete IP, ma solo la rete ATM. Si esprime contro l’offerta anche l’associazione Anti Digital Divide.

Lo scorso maggio, subito dopo il lancio ufficiale dell’offerta, AIIP ricorre al Tar chiedendo l’applicazione della delibera Agcom che regola il mercato dell’accesso a banda larga all’ingrosso.

Arrivati a giugno, AIIP, Assoprovider e ADD diramano un comunicato congiunto in cui ribadiscono le ragioni per cui l’offerta all’ingrosso per “Alice 20 Mega” è da considerarsi inadeguata e discriminante: “con questa offerta all’ingrosso, un operatore concorrente non può replicare le architetture di Telecom che consentono di avvicinare i contenuti agli utenti (Network Caches) ne’ erogare servizi video (la tecnologia relativa si chiama Multicast).”

In luglio AIIP, Anti Digital Divide, Assoprovider ed il Consorzio Voipex promuovono l’iniziativa “regoleperIPTV.it“, un appello alle autorità europee e ai cittadini italiani chiedendo un intervento a tutela del pluralismo dell’informazione e dei diritti degli utenti. Giunti ad ottobre, qualche speranza arriva dal disegno di legge presentato dal Ministro Gentiloni in cui si legge “Telecom Italia, se offre servizi TV (non on demand), deve rendere disponibile la rete ad altri operatori“.

A novembre arriva la decisione del TAR che blocca Alice 20 Mega annullando l’autorizzazione concessa da Agcom ed accogliendo i ricorsi presentati dai providers concorrenti. Come riporta PI, “il TAR del Lazio ha annullato gli atti con cui l’Authority delle Comunicazioni aveva autorizzato il lancio dell’offerta Alice 20 Mega, accogliendo il ricorso di AIIP e quello presentato parallelamente da Telvia”. Scrive Stefano Quintarelli: “Alice 20Mbps serviva per la TV e la TV serviva per la media company“.

Dal testo della sentenza apprendiamo anche il perchè dell’approvazione dell’offerta di Telecom, non replicabile, da parte dell’Agcom: “altri operatori del settore avevano iniziato la commercializzazione del servizio ADSL ad alta velocità, l’operatore dominante rischiava di perdere quote di mercato all’interno di un settore altamente concorrenziale” !!!!

E veniamo alla notizia di due giorni fa, incurante del blocco imposto dalla decisione del TAR, Telecom annuncia un accordo con Sky per nuovi canali TV da trasmettere sulla sua IPTV, Alice Home TV.

Di seguito il post di Stefano, con i miei grassetti e le sue parole, molto più efficaci delle mie per trasmettere l’indignazione di fronte a questa ennesima storia di ordinaria italianità.

Come e’ possibile che una decisione del TAR venga cosi’ bellamente ignorata ?

Il TAR ha annullato l’autorizzazione alla TV via cavo IP di Telecom Italia, in quanto la autorizzazione a suo tempo fornita da AGCOM era illecita, in quanto non replicabile, in quanto non esiste una offerta all’ingrosso adeguata, in quanto AGCOM a distanza di qualche mese ha disatteso una norma che si era data.

E questo perche’ ? Perche’ l’arbitro del mercato aveva dato questa autorizzazione ?

Perché senno’ la piu’ forte squadra del campionato, la Telecom, rischiava di perdere qualche partita, rischiava di perdere quote di mercato. Dice il TAR. (scarica la sentenza dal sito AIIP)

E non solo nessuno ha pensato bene di rimettere il mandato, non solo nessuno ha chiesto spiegazioni nelle sedi competenti, non solo nessun grido allo scandalo si e’ levato, non solo nessun media ha dato la notizia di questo venire meno al mandato istituzionale di una autorità di regolamentazione.

Adesso ci tocca anche vedere questo..

Vedere i media che riportano la notizia di un accordo commerciale (definito adesso, iniziato ad agosto) per arricchire di contenuti un servizio che viene erogato senza alcuna autorizzazione, come richiesto dalla legge.

Un servizio erogabile da UN SOLO operatore. Alla faccia del pluralismo.
La rete chiusa con discriminazioni tariffarie. Alla faccia della neutralita’ della rete e del favorire l’innovazione.

Storia di ordinaria italianità, si puo’ dire, ma se e’ questa e’ l’italianità da difendere, benvengano industriali stranieri!

Forse cosi’ la smetteremo di metterci le regole sotto i tacchi con la scusa della difesa dell’italianità.

L’italianità si difende facendo gli interessi del Paese, assicurando una infrastruttura efficiente, moderna, capillare ed aperta a tutti. IMHO

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Data
28 gennaio 2007

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