C’è la videoconferenza nel futuro delle comunicazioni?

In questo interessante articolo, Michael Osterman, spiega perché secondo la sua analisi la videoconferenza non è ancora sufficientemente diffusa nel mondo della comunicazione Over IP. Osterman si chiede perché, nonostante l’uso sempre più frequente di Instant Messaging e di conferenze vocali, la videoconferenza stenti a prendere piede.

ichatlep Cè la videoconferenza nel futuro delle comunicazioni? Le risposte dell’autore: 1. la videoconferenza non è così semplice come altre forme di comunicazione, per esempio perché è più difficile da pianificare, poi perché pochi dei PC diffusi hanno una webcam integrata; 2. la cultura aziendale rema contro la videoconferenza, è sufficiente che una persona in azienda non usi la webcam per scoraggiarne l’uso; 3. siamo multitask, questa forse è la ragione che maggiormente ci impedisce di usare una forma di comunicazione video. In effetti le persone che partecipano alle riunioni, fanno di solito altre cose, come scaricare la posta o chattare, e, in videoconferenza, dovrebbero far vedere che distolgono lo sguardo dalla camera.

Personalmente sono molto d’accordo con il terzo punto, ovvero che troppo spesso si partecipa alle riunioni senza tralasciare le altre attività, come se rimanendo disconnessi dalla nostra casella di posta o dal nostro account Skype per qualche ora il mondo, almeno quello che attende le nostre risposte, si fermasse. In merito a questo, qualche settimana fa, ho letto articolo del Corriere della Sera, che racconta come i palmari e i portatili siano ormai considerati un elemento di distrazione, e siano sempre meno diffusi nelle riunioni, a volte addirittura vietati.

D’altra parte il sito searchunifiedcommunications.com ci offre una analisi approfondita dei motivi per cui invece la videoconferenza sarà la prossima killer app. L’articolo di Search Unified Comunications illustra la differenza fra telepresenza e videoconferenza, sottolineando come nel primo caso, il convitato – o i convitati – a distanza abbiano anche la percezione di quello che avviene intorno a lui, come in occasione della futuribile presenza olografica di Hugh Bradlow.

Una statistica citata da vunet ha rilevato che l’85% di un campione di 400 responsabili di rete ha usato o intende usare la videoconferenza, il 40% del campione intende addirittura usare strumenti di telepresenza.

I motivi per cui la videoconferenza prenderà piede passano prevalentemente per la necessità di “virtualizzare” gruppi di lavoro i cui componenti provengo da più parti del Paese – o addirittura del Mondo, anche perché si è osservato che dando la possibilità a validi elementi dell’azienda di non allontanarsi troppo da casa la loro produttività aumenta.

Per quel che riguarda il primo punto menzionato da Osterman, i prodotti per la videoconferenza ci sono, molte soluzioni Web la consentono e altrettanti software desktop. Sicuramente una delle soluzioni per la videoconferenza professionale che meglio funzionano è Sametime. Non è un software gratuito come altri, e deve essere installato su un server. Una volta configurato offre una stabilità e una semplicità di utilizzo che lo rendono consigliabile rispetto ai prodotti free o ai siti di webconference sul mercato.

Un altro software di livello è OpenScape, della Siemens che si basa sullo stesso principio di integrazione di VoIP e video di Sametime e che come Sametime prevede una installazione server.

Ma il fatto che questo modo di comunicare sia pronto a decollare è testimoniato anche dal gran numero di altri validi prodotti che consentono di creare e partecipare a videoconferenze, come e-works.it – che prevede l’installazione – o webconference.it, molto semplice da utilizzare e che permette di organizzare in breve tempo le proprie riunioni.

cisco Cè la videoconferenza nel futuro delle comunicazioni? Quanto la telepresenza e la videoconferenza siano prodotti destinati a cambiare il modo di comunicare è testimoniato anche dell’investimento che un colosso come Cisco ha fatto nel settore. E quanta differenza ci sia fra il nostro Paese e gli States si vede anche dal fatto che il sito americano di Cisco parla di telepresenza dalla prima pagina, nel sito italiano, invece, non se ne parla quasi per niente.

Insomma, telefonate come quelle che abbiamo visto solo nei film di fantascienza, in cui appaiono persone virtuali nella nostra stanza, forse non sono poi così lontane dall’essere reali.

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Data
12 giugno 2008

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  • Franco

    Sametime è la migliore delle soluzioni per la videoconferenza professionale? Mannaggia, chissà le altre… E’ un macigno pesantissimo e se hai più dispositivi audio non riesce a gestirli correttamente.

  • Emidio Picariello

    lo confesso, ho preso una mazzetta dall’IBM. Scherzi a parte, come tutti i prodotti IBM non è una cosa che ti puoi installare per gioco. Vuole un server importante e hardware compatibile. E comunque è un mio parere…

  • Franco

    L’abbiamo tenuto in prova per un paio di mesi e lo ritengo inutilizzabile come lato client, non lato server. Abbiamo anche provato Microsoft OCS ma ti richiede n-mila server per farlo funzionare e soprattutto devi avere tutto Microsoft, calzini compresi :-D
    A mio avviso la soluzione migliore è Adobe Connect, è indipendente dalla piattaforma utlizzata perché si basa su flash.

  • http://www.pietrosaccomani.com Pietro Saccomani

    Ciao Franco, ho usato Connect per un paio di demo e (come partecipante) ho avuto un’ottima impressione. Vedremo di approfondire con un post, appena c’è l’occasione. Grazie per aver condiviso la tua esperienza.

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