Cosa vuol dire separare la rete?
Alfonso Fuggetta ha scritto un articolo molto interessante. Se la tecnologia (prima tra tutte la digitalizzazione dei contenuti e dei servizi, VoIP, IPTV, NetTV…) spinge verso "reti stupide" e una separazione sostanziale del trasporto dal servizio, garantire la neutralità della rete diventa fondamentale per assicurare la competizione sui servizi, lì dove ha senso che esista (non sulla rete, che si trova in condizioni di monopolio naturale).
Vi consiglio caldamente la lettura di questo articolo e del post che l’ha seguito (l’analogia con i transatlantici è davvero azzeccata).
Qualche passaggio:
[...] Con Internet la rete diviene stupida e i terminali intelligenti. La rete trasmette solo bit nel modo più veloce e affidabile possibile ed è asservita all’intelligenza che sta nei terminali, nei cellulari, nei web server, nei nostri computer. [...]
In questo scenario, la rete fissa è nei fatti un monopolio naturale (come direbbe Lawrence Lessig della Stanford Law School, un “commons”). [...]
La vera questione è la neutralità della rete e la possibilità per chi controlla l’infrastruttura di privilegiare alcuni servizi a scapito di altri o di offrire in bundling alcuni propri servizi insieme ai servizi di trasporto. Ciò costituirebbe nei fatti una pratica che esclude o penalizza fortemente quei fornitori di servizi che non hanno una propria rete ma devono appoggiarsi su quella degli operatori. La vera questione, quindi, non è la separazione dell’ultimo miglio, o comunque non è essa la più importante. Il nodo cruciale è la separazione orizzontale tra i diversi tipi di servizi che costituiscono una infrastruttura di telecomunicazioni. [...]
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