Digital Home
Se parliamo di digital entertainment, Video (DVD, DivX), TV e NetTV, come avete organizzato la vostra casa?
Io me la cavo con un "server" Linux (ubuntu, mldonkey, azureus, 1120GB di storage) e una Xbox modificata su cui gira l’ottimo Xbox Media Center (progetto open-source giunto ormai alla versione 2.01). A questi si aggiunge il Macbook su cui uso Democracy Player, Frontrow e VLC.
Xbox Media Center funziona molto bene e lo raccomando a chiunque voglia "farsi un set-top-box" aperto con meno di 70 euro… non guasterebbe un supporto per i podcasts, magari compatibile con Democracy Player (penso a qualcosa che legga un database di Democracy remoto, per mantenere distinti i "canali" e permetta di visualizzare in streaming le puntate, come è già possibile fare).
Voi cosa usate?
Tommaso Tessarolo racconta gli ultimi sviluppi nella sua Digital Home, basata sui prodotti Apple. Una soluzione non ancora completa (l’AppleTV non è ancora arrivata nel suo salotto), ma che fa della semplicità d’uso il suo punto di forza.
Pian piano i pezzi cominciano ad incastrarsi a formare il quadro sempre sognato. So che quello che sto per dirvi era già possibile da tempo, ed è comunque realizzabile in mille modi. Ciò che mi interessa veramente è l’integrazione della soluzione che sto sperimentando e l’incredibile semplicità d’uso. Sto parlando della Digital Home così come Apple l’ha concepita, con un disegno che è evidentemente ancora incompleto.
Stefano Quintarelli ha aperto la sua casa ad un giornalista di Corriere Economia che ne ha tirato fuori un articolo, tra set-top-box, hard disk in rete e PVR.
Stefano Quintarelli, fondatore di i.Net, è uno dei pionieri di Internet in Italia e il 12 marzo Corriere Economia lo ha inserito tra i 30 imprenditori italiani più innovativi. Le sue figlie – e, scherza lui, la suocera settantenne – partono da una posizione avvantaggiata. Ma la loro dorata nicchia di early adopter per diritto di nascita non resterà tale a lungo: con Internet, la televisione «appesa al muro» (quello dei palinsesti, degli orari fissi, della fruizione pilotata da altri), è destinata a tramontare. Con tutte le implicazioni economiche e legali del caso per chi oggi cerca di difendere, senza rinnovarle a sufficienza, le posizioni di chi i muri li costruiva: broadcaster televisivi, operatori di telefonia, titolari dei diritti d’autore. Quali saranno i loro ruoli quando la famiglia Quintarelli sarà solo una delle tante famiglie italiane?




