La Cina censura Skype: nel mirino del governo anche chi parla di latte in polvere o del recente terremoto
Anche il popolare servizio VoIP Skype è finito nelle strette maglie della censura cinese.
Secondo il New York Times, che sarebbe a conoscenza di un dossier realizzato da Citizen Lab – un gruppo di ricercatori dell’università di Toronto – le conversazioni effettuate dagli utenti del servizio di messaggeria e VoIP Tom-Skype – nato nel 2005 dalla collaborazione tra Skype (gruppo eBay) e l’operatore cinese Tom Group – sarebbero sorvegliate dal governo di Pechino, che certo non è nuovo a simili restrizioni.
Il gruppo di ricercatori canadesi ha individuato, in sostanza, una rete di 8 computer localizzati in Cina, in cui sarebbero stati archiviati oltre un milione di messaggi censurati. A partire da questi messaggi è stato quindi possibile, oltre che risalire all’identità dei mittenti, anche ricostruire una lista di parole ‘vietate’ e strettamente sorvegliate dal governo.
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