Mike Volpi (ex CEO Joost) al centro dello scontro Joltid vs Skype
Nella posizione di CEO di Joost, seconda creatura di Zennstrom e Friis (anche questa basata sul motore P2P Global Index, di cui Joltid detiene i diritti), Mike Volpi avrebbe è accusato di aver aiutato Skype a trovare una soluzione alternativa al Global Index di Joltid. Come partner della stessa Index Ventures, tra gli investitori pronti ad acquisire il 65% di Skype, Volpi e’ in una posizione… difficile.
La posizione di Volpi si fa immediatamente scottante. Da una parte ha in mano Skype, gruppo minacciato dal brevetto sul “Global Index” abilitante il P2P del software; dall’altra ha in mano Joost e con esso alcuni segreti scottanti su quel Global Index improvvisamente strategico. Questione di giorni e la situazione precipita. In rigorosa sequenza, prima Zennstrom e Friis denunciano eBay, quindi allontanano Volpi da Joost preannunciando indagini, quindi denunciano Volpi tirandolo in ballo in prima persona.
La denuncia indica in Volpi una persona di fiducia che aveva accesso ad informazioni oggi preziose per Skype. Secondo l’accusa, Volpi avrebbe approfittato della propria posizione per portare in Skype le nozioni necessarie per sviluppare un software alternativo e sostitutivo del Global Index (nozioni alle quali Skype non aveva invece accesso diretto). Se Skype riuscisse a sviluppare tale soluzione, il ruolo strategico del Global Index decadrebbe e con esso il valore relativo.
Via Mike Volpi, la pietra dello scandalo Skype | Diritto online | Webnews
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