Orange e open ID: gli operatori come gestori della nostra identità online?

Leggo su TechCrunch dell’annuncio di Orange con cui l’operatore rende nota l’intenzione di offrire ai sui 40 milioni di utenti la gestione della loro identità online adottando lo standard openID.

Come ricorda Wikipedia, OpenID è un semplice meccanismo di identificazione creato da Brad Fitzpatrick di LiveJournal. Si tratta di un network distribuito e decentralizzato, nel quale l’identità dell’utente è un URL, e può essere verificata da qualunque server supporti questo protocollo. Agli utenti sarà quindi necessario un solo login per accedere a diversi servizi, a patto che questi supportino l’openID. Per un’introduzione completa, vi rimando a quella di Nicola D’Agostino.

Mi sembra una notizia particolarmente interessante: è la prima volta che un operatore di rete si propone come gestore dell’identità dei propri utenti, anche se si tratta di soggetti a mio avviso particolarmente adatti allo scopo. Chi meglio di loro conosce la nostra reale identità?

L’identità fornita da un operatore come Orange potrebbe fornire garanzie decisamente più valide di quelle offerte da una qualsiasi web company. Rispetto ad una società come Microsoft, le telco, poi, non dovrebbero destare troppi sospetti: se volessero potrebbero già sapere tutto di noi e delle nostre visite (ci danno fisicamente accesso alla Rete).

Certo rimane qualche dubbio, almeno al sottoscritto: serve davvero openID? Lo saprà usare anche mia madre?

Yesterday at the Digital ID conference in San Francisco, Orange, one of the major mobile operator and ISP with more than 40 million subscribers announced they would adopt the OpenID registration/identification standard. There was already a clear trend from big internet properties to adopt (Digg, Technorati Microsoft and AOL but also Yahoo and WikiPedia already announced that).

Link: TechCrunch

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Data
25 settembre 2007

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