Perchè BT ha comprato proprio Ribbit?
Che il gigante inglese delle telecomunicazioni BT avesse acquisito Ribbit con una lucrosa operazione per i fondatori e investitori della startup californiana è ormai noto da qualche giorno.
Ma cosa ha spinto un gruppo delle dimensioni di BT a sborsare 105 milioni di dollari per comprare una piattaforma che solo dal dicembre del 2007 ha reso accessibile i propri servizi? Perché Ribbit? Come funziona e quali sono le carte che le hanno permesso di ottenere un’ascesa così repentina in pochi mesi?
Ribbit è una piattaforma aperta per sviluppatori Web e software basata su Flash dove l’unico freno sembra essere l’immaginazione dello sviluppatore. L’obiettivo dichiarato dalla società è portare alla luce nuove idee, nuovi modelli di business, letteralmente di spingersi dove nemmeno l’ultimo telefono cellulare può arrivare, liberare la voce delle persone. E’ possibile ad esempio creare applicazioni che consentano, tra le altre funzionalità, di tradurre messaggi vocali in parole scritte, “speech-to-text” appunto, una sorta di dettato che rende quanto comunicato rintracciabile e catalogabile come dei normali file di testo.
L’idea alla base di Ribbit insomma è quella di consentire agli sviluppatori di inserire funzioni e servizi telefonici in applicazioni Web accessibili con un click da parte dell’utente. Per fare ciò, tutto quello di cui i programmatori hanno bisogno sono quindi stringhe di codice create con comuni linguaggi di programmazione e protocolli come HTTP, Flash, Flex e XML e accesso alle API (Application Programming Interface) pubbliche di Ribbit.
Chuck Freedman, direttore della piattaforma di sviluppo Ribbit, spera che gli sviluppatori coinvolti siano entusiasti di accogliere le novità che arriveranno con l’acquisizione da parte di BT, potranno infatti continuare a sviluppare i propri progetti e sviluppare inoltre applicazioni per desktop e Web attraverso le piattaforme Flash ed AIR, che permetteranno agli utenti di essere sempre in contatto attraverso chiamate, email vocali trascritte e spedite alla casella di posta e naturalmente SMS.
British Telecommunication dal canto suo ha già tentato di costruire qualcosa di simile a Ribbit con il progetto 21CN (21st Century), una rete globale basata su una piattaforma software proiettata al futuro con obiettivo la crescita dell’esperienza del cliente, velocità e abbassamento dei costi. Con il proprio Web21C SDK, BT aveva già promesso agli sviluppatori di poter “far squillare un telefono con una linea di codice”. Con l’acquisizione di Ribbit, BT potrà raggiungere più velocemente gli obiettivi di apertura della propria piattaforma di rete agli sviluppatori Web. Tra le finalità dell’acquisizione potrebbe esserci quindi anche attirare quei 4000 sviluppatori già attivi sulla piattaforma Ribbit, che saranno utili a BT per integrare le loro applicazioni e combinarle con i servizi di comunicazione offerti dall’operatore inglese.
BT, come Rangaswami, Managing Director of BT Design, ha affermato, spera di costruire con Ribbit un nuovo concetto di telefonia che solo il tempo ci aiuterà a capire se e quando sarà davvero accessibile ai più.
Guest post di Gabriele Lanzeni

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