Quale futuro per gli operatori VoIP pure-play?

Un articolo di X-change Magazine raccoglie l’opinione di alcuni analisti riguardo alle possibilità per quegli operatori VoIP che basano la propria offerta esclusivamente su un servizio di telefonia per sostituire la propria linea tradizionale.

I margini sono sempre più bassi per effetto della competizione alimentata dagli stessi operatori VoIP, che fanno del prezzo e delle promozioni il loro principale strumento per attirare nuovi utenti. Allo stesso tempo i grandi operatori telefonici o di TV via cavo (in USA) propongono pacchetti in grado di reggere la competizione sul prezzo e funzionalità, includendo sempre più spesso il VoIP in offerte che comprendono accesso broadband e TV.

“I don’t see how far it can go — there is no future,” Stéphane Téral, principal analyst for Infonetics Research, says of the VoIP pure-play model. “They really need to come up with something new that has nothing to do anymore with who they were in the past.”

Sally Cohen, an analyst who covers consumer VoIP and broadband for Forrester Research, says consumers are not really interested in a pure-play solution. Despite the mountains of money Vonage has spent on advertising to evangelize VoIP services to the nation, Cohen’s recently released report, “VoIP Marketers: Price And Features Slowly Win Over Consumers,” finds 3 percent of online consumers in 2004 paid for pure-play VoIP and that’s only risen two percentage points since then. That slow growth illustrates Cohen’s opinion that Vonage is “marketing to a disinterested public.”

Oltre ai problemi legali che mettono a rischio l’attività di Vonage (il suo futuro dipende da un appello contro la decisione di un giudice che ha imposto la sospensione del servizio per violazione di alcuni brevetti di proprietà di Verizon), altri operatori con un business model simile rischiano di non raggiungere i risultati che ci sono prefissati, a meno che non riescano ad attirare nuovi utenti verso servizi innovativi come quelli che la stessa Vonage si propone di offrire attraverso terminali dual-mode (mobile VoIP via WiFi).

In USA gli operatori di TV via cavo offrono servizi di telefonia su IP proponendoli al pubblico come “digital voice”, per non confondere gli utenti e non allontanare i meno “tecnici”. Gli utenti pronti a passare al VoIP vorrebbero inoltre mantenere le caratteristiche di affidabilità (alimentazione sulla linea) e la possibilità di chiamare i numeri di emergenza a cui sono abituati. Qualche operatore VoIP inizia a muoversi in questa direzione, ma i limiti della tecnologia potrebbero impedirlo ai più.

Still, Cohen continues, even though bundling appears the best bet for most providers, there is a place for selling targeted services to customers who don’t want to buy in bulk. That includes the opportunity to cater to the millions of immigrants who make international calls and need an inexpensive option for doing so.

C’è ancora posto, secondo una degli analisti intervistati, per servizi VoIP venduti al di fuori di pacchetti (bundles), particolarmente richiesti dalla popolazione sempre più numerosa degli immigrati. Tuttavia applicazioni come Skype potrebbero essere la loro scelta, grazie a funzionalità di videoconferenza e la possibilità di inviare denaro ai propri parenti all’estero grazie all’integrazione con Paypal.

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Data
1 giugno 2007

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