Sull’abolizione del sovraprezzo per le linee senza fonia (naked)

Da Punto Informatico di ieri

Gli utenti lo chiedono da tempo e così molti operatori: il canone sulle linee cosiddette ADSL nude imposto da Telecom Italia va rimosso o ridotto, perché l’attivazione e il mantenimento di connessioni ADSL in assenza di linea Telecom secondo i consumatori oggi costa troppo. Ed è questo il senso di un ordine del giorno presentato dal presidente della Commissione cultura della Camera, Pietro Folena, accolto ieri dal Governo.

L’ordine del giorno impone al Governo di varare un provvedimento che porti all’azzeramento o alla riduzione del canone di 10 euro che grava sulle offerte degli operatori che offrono le "naked ADSL" e, di conseguenza, sui portafogli dei consumatori che le adottano. Si tratta di una novità che potrebbe scongiurare il pericolo rincari su questo genere di connessioni.

Sottolineo che per ora si tratta solo di un ordine del giorno, e vi consiglio di leggere questo post di Stefano Quintarelli in cui è spiegata bene l’origine di questa maggiorazione per le linee senza fonia (quelle su cui l’utente attiva solo l’ADSL e usa VoIP o cellulare per le telefonate).

Secondo Stefano la questione è che l’attuale maggiorazione è basata sui prezzi al dettaglio imposti da Telecom (il canone), invece che sui costi reali (a cui va aggiunta una percentuale attorno al 10% per remunerare gli investimenti sulla rete, così come avviene per gli altri prezzi all’ingrosso). Pagare qualcosa di più (poco) per le linee senza fonia serve proprio a remunerare gli investimenti sulla rete, abolirli del tutto quindi forse non è la cosa giusta.

Un operatore pero’ puo’ essere interessato solo alle frequenze dei dati e non a quelle della voce, per cui l’abbonato tiene il contratto della voce con l’utente (e becca i soldi del canone, una "quota voce") e da’ all’operatore DSL le altre frequenze (e becca un affitto per quel pezzo di frequenze, una "quota dati")

Se pero’ l’utente disdice il contratto con telecom per la voce, perche’ non gli interessa  piu’, ad esempio perche’ usa il cellulare, Telecom perde la remunerazione per la parte di frequenze "vocali" di quella linea e i soldi che piglia dall’operatore DSL non bastano a pagare la manutenzione (secondo telecom). [...]

A questo punto Telecom dice all’operatore DSL: se l’utente e’ senza fonia (cioe’ ha una linea "naked"), allora mi devi pagare un quid in piu’ che va a compensare la mancanza di remunerazione venuta men con la cessazione del servizio telefonico. [...]

Il problema non e’ quindi avere o no la "maggiorazione", ma che questa debba essere basata sui costi reali. (e su questo adesso non c’e’ consenso).

Credo che sia giusto che questo costo venga suddiviso tra tutti quelli che quella linea utilizzano: se costa 100 e la usano in due (uno per la voce, uno per il DSL), si paghi 50/50; se costa 100 e la usa uno solo, la paghi uno solo.

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Data
24 marzo 2007

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