Video streaming vs downloading
Parlando di Babelgum accennavo al confronto streaming vs downloading. Non sarà uno scontro diretto, ma tra le soluzioni che cambieranno il nostro modo di vedere e concepire la televisione vedremo probabilmente da una parte soluzioni streaming (Joost, Babelgum, IPTV Microsoft e quelle degli operatori) e dall’altra soluzioni download (iTunes+AppleTV, Bittorrent.com, Zudeo, Democracy…).
Gli uni e gli altri potranno sfruttare un sistema di distribuzione centralizzato o P2P, ed i vantaggi del secondo sono chiaramente illustrati da questo esempio in un post di Tommaso.
A spingere verso il download ci sono le mutate abitudini di consumo, time-shifting e soprattutto place-shifting (un flusso video in streaming non lo potete mettere sull’iPod, un file scaricato si), oltre alla natura delle reti di trasporto dati, perfette per il download, un flusso dati asincrono che non ha bisogno di prioritizzazione del traffico e ampiezza di banda elevata.
A spingere verso lo streaming? Veniamo al motivo del post, segnalare questo post di Luca De Biase in cui racconta come la pensa in merito Odlyzko: “La scelta [di trasmettere contenuti televisivi in streaming] è tecnicamente sbagliata e deriva dall’ossessione di entrare nel mercato televisivo tradizionale via cavo e dall’altrettanto ossessiva idea dell’industria dei media tradizionale di salvaguardare il copyright“. Il riferimento è in particolare alle compagnie telefoniche: “Le nuove reti telefoniche organizzate intorno all’idea di distribuire televisione in streaming sono inefficienti e costose rispetto alle reti organizzate intorno all’idea di distribuire contenuti in download”.
A mio parere il discorso cambia, soprattutto quanto a efficienza e costi, se parliamo di streaming P2P come quello di Joost e Babelgum. Questi ultimi, offrendo video on-demand, con canali simili a playlist, non si discostano molto dalll’esperienza di NetTV che conosciamo grazie ai podcast.
Luca conclude il post parlando di Apple TV, passata in secondo piano con l’annuncio dell’iPhone, ma che ha il potenziale per diventare un “facilitatore dell’accesso legale ai contenuti“. Peccato che non essendo aperta ai Divx (quanto ci vorrà per un tutorial-hack?) potrà fare gola solo a chi scarica abitualmente film e serie TV da iTunes (in Italia nessuno, anche se ci possiamo accontentare (per quella cifra?) dei podcast). Quanti iPod venderebbero se non leggessero mp3?
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