Vodafone Mobile Internet: l’operatore si apre al Web? Adatta le pagine, le rende più veloci e dove può inserisce la propria pubblicità
L’offerta X-Series di Tre è appena arrivata in Italia ed ha già riscosso notevole successo in Inghilterra. Vodafone non poteva rimanere indietro e pochi giorni fa ha comunicato in Inghilterra le nuove tariffe per l’accesso ad Internet dai telefoni cellulari. L’operatore si è dichiarato molto interessato alle possibilità di business legate all’offerta di connettività alla Rete sui dispositivi mobili ma con gli ultimi annunci sembra chiaro debba ancora affinare la propria strategia.
La nuova offerta "Vodafone Mobile Internet", disponibile in questi giorni in Inghilterra ma presto anche in Germania, Spagna ed Italia, comprende la follia di 120 MB al mese di traffico Web (per 7 sterline e 50 pence). L’operatore si preoccupa anche di rendere l’accesso alle pagine web più veloce, comprimendo i dati trasmessi ed "adattando" il contenuto delle pagine.
Secondo quanto riportato da ZDnet, Vodafone sfrutta per la navigazione Web la tecnologia di Novarra, la stessa utilizzata da Tre per l’offerta X-Series italiana. Questa tecnologia consente di ottimizzare i contenuti Web per i più diffusi browser mobile.
Secondo The Register, la soluzione adottata da Vodafone intercetta le richieste degli utenti verso siti web ottimizzati per i telefoni cellulari con un transcoder che viene rilevato dalle pagine come un browser per PC. Intercettata la richiesta, Vodafone si preoccupa di inserire una propria intestazione ed uno spazio a fondo pagina… non vi sarete illusi di essere usciti dal portale Vodafone Live!?
Un articolo di The Guardian sembra confermare che l’operatore non si limiti a velocizzare la navigazione: la tecnologia di rendering utilizzata da Vodafone elimina la pubblicità esistente sulle pagine e può sostituirla con quella dell’operatore, ottimizzata per i dispositivi mobili.
While any website can be accessed on Vodafone Mobile Internet, the ‘rendering’ technology tends to strip out adverts. Vodafone is looking to work with its online partners to create adverts more suitable for the mobile audience.
Alan Russell, Vodafone’s head of mobile internet and content services, denied that stripping out adverts was a ploy to persuade content partners to do deals directly with Vodafone.
"There’s no strategy to strip out adverts from the mobile internet, the technology is designed to present content from the internet as quickly as possible," he explained.
Sembra che produttori di servizi e contenuti debbano registrarsi per ottenere che le loro pagine siano visualizzate propriamente. Vodafone afferma però che non sia un modo per spingere i fornitori di servizi e contenuti a stringere accordi con l’operatore.
L’operatore toglie il controllo dell’esperienza di navigazione all’utente e ai creatori di contenuti, dimostrando una particolare attenzione all’unico vero Web, il loro! Vodafone non ci sta, vuole un ruolo di primo piano nello sviluppo del mobile Web, non vuole finire a fare il trasportatore di bit.
But UK boss Nick Read admitted that Vodafone does want to play a key role in the way the mobile internet develops rather than merely being an access network for existing online players. "The bottom line is we are a key enabler for our business partners to reach a key audience," he said. "This is a platform for us to exploit."
E le parole di Nick Read non suonerebbero male… "piattaforma", "enabler". Potrebbero ad esempio abilitare sistemi di pagamento sicuri e garantire l’identità dell’utente basandosi sulle SIM card, una risorsa preziosissima. Ma modificare le pagine web altrui sarà il modo giusto per promuovere partnerships con chi crea contenuti e servizi?
Vodafone ha già stretto accordi di revenue-sharing con Google, eBay, MSN, YouTube, MySpace, PriceRunner, AOL e Yahoo Mail e tratterrà una porzione dei ricavi generati dai servizi mobile dei content producers. Tuttavia a questi non andrà nulla delle 7 sterline e 50 che Vodafone chiede ai propri utenti per 120 miseri MB. Con MySpace e YouTube l’operatore ha addirittura accordi di esclusiva che potrebbero garantirgli un certo vantaggio nella competizione con i propri concorrenti (non esistono ancora versioni mobile accessibili a tutti).
Fortunatamente l’operatore ha fatto anche qualcosa di buono: ora il portale Vodafone Live! dedica ampio spazio alla ricerca tramite Google e alle inserzioni pubblicitarie. Benissimo, questi sono spazi loro e gli accordi di revenue-sharing con i fornitori di servizi sono necessari perché gli interessi di entrambe le parti possano incontrarsi.
Il nuovo portale permette agli utenti di inserire i propri links, con la possibilità di farlo anche da un browser per PC. Non solo, un apposito servizio permetterà di aggregare fino a 5 account e-mail sia POP3 che webmail. Pagando 5 sterline in più si potrà ricevere un avviso, immagino via SMS, per ogni nuova email ricevuta.
Invece che limitarsi ad escludere VoIP ed Instant Messaging dalla propria offerta, tariffandoli al di fuori della "flat" e rendendoli di fatto inaccessibili, mi piacerebbe vedere Vodafone stringere accordi con produttori di software VoIM come Fring ed iSkoot e trovare la soluzione più adatta per inserire pubblicità e monetizzare questi servizi.
E’ chiaro, rinunciare alla cash cow degli SMS sarà difficile quanto improbabile se non si trova il modo di monetizzare potenziali sostituti come l’Instant Messaging, un’applicazione davvero troppo interessante perché rimanga fuori dalla portata degli operatori.
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